Stabat Mater – Piccolo Eliseo

STABAT MATER
di
Antonio Tarantino
con
Maria Paiato
regia di
Giuseppe Marini

scene di Alessandro Chiti
costumi di Helga Williams
musiche originali di Paolo Coletta
disegno luci di Javier Delle Monache
aiuto regia Maria Castelletto

organizzazione Emiliana Palmieri
amministrazione Francesco Trentalance
ufficio stampa Margherita Fusi
foto di scena Federico Riva

una produzione Società per Attori

Una Madonna dei bassifondi, turpiloquiante e bestemmiatrice, la Maria Croce, protagonista di Stabat Mater, ex prostituta, ora stralunata straccivendola, cui Tarantino impone una irrefrenabile logorrea, un’incontinenza verbale comicamente oscena.
E’ il linguaggio di quella marginalità suburbana, dannata, condannata e dimenticata dalla Storia. E’ la lingua degli ultimi, dei reietti, degli emarginati, degli scarti e detriti della cosiddetta modernità, che non possiedono più neanche una lingua propria (dunque una propria identità) e approdano a una strana pastura linguistica piena, di martellanti interiezioni e ripetizioni, dove si mescolano il proprio dialetto d’origine (Maria Croce è un’immigrata da un Sud Italia non ben identificato) col dialetto, gli intercalari e le abitudini gergali di una Torino periferica e degradata. Una lingua d’accatto che, tragicamente, non è più quella d’origine e non è neanche quella dove si sta tentando di vivere la propria miserabile esistenza.
Un accidentato e originale percorso linguistico-esistenziale dove il comico da programmaticamente da apripista all’orrore dell’esistere.
Attraverso questo linguaggio Tarantino riscrive e reimmerge nel quotidiano più degradato, brandelli di Sacre Scritture, sghembe Passioni cristiche, surreali Golgota e stralunati Calvari. E’ già chiaro dal nome della protagonista che Maria Croce è anche la Mater Dei, alla quale viene “tolto” il figlio-Cristo incarcerato per banda armata e terrorismo e proprio in carcere Maria Croce farà la sua tragica scoperta…
Il teatro di Tarantino necessita di attori fuoriclasse, impegnati come sono a rendere carne e sangue e tradurre in ricercata concretezza e semplicità una scrittura così impervia e funambolica. Quegli attori speciali che ti fanno ridere mentre stai piangendo e viceversa.
La regia di questa edizione di Stabat Mater si spinge con audacia verso una riproposizione, coi mezzi del teatro, di una contemporanea “commedia all’italiana” dove riemergono dal nostro immaginario collettivo, i volti e le gestualità di alcune delle più grandi attrici cinematografiche che hanno reso grande, insieme al neorealismo, quella fortunatissima stagione del nostro cinema.
Interprete d’eccezione di questo Stabat Mater è Maria Paiato.
Quando il Teatro (visto che parliamo di una laica riscrittura della Madonna) si fa miracolo…
(Giuseppe Marini)

Sorgente: Stabat Mater – Piccolo Eliseo

Annunci


Categorie:Roma, Teatro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: