Macbeth. Un Laboratorio Di Daniele Salvo.

MACBETH
I contagiati dalla morte
UN LABORATORIO DI DANIELE SALVO.
VOCAL COACH MELANIA GIGLIO.

Il mondo di Shakespeare è un mondo violento e dolcissimo, disseminato di trappole mortali, di improvvisi trasalimenti, di emozioni sconosciute, di dolori incommensurabili e albe meravigliose.
L’attore che intenda affrontare questa scrittura deve inoltrarsi in un universo delicatissimo e multiforme. Questi testi ci portano ad un confronto diretto e molto ravvicinato con il nostro mondo interiore e necessitano di un’adesione emotiva assoluta. Lo “stile” deve essere accantonato: qui, in primo piano, restano la scrittura, la parola e il pensiero del drammaturgo, che non possono essere in alcun modo traditi, pena il fraintendimento assoluto dell’opera shakespeariana. L’attore, in questo caso, è uno “strumento”. Nel teatro di Shakespeare si rischia la vita, si gioca con le passioni, la fragilità, l’innocenza, la dolcezza e la violenza dell’uomo. E’ un gioco con il destino: si ritroverà la strada smarrita? Ci sarà almeno un sopravvissuto?

I protagonisti del Macbeth si muovono in una notte perenne. L’ambizione divora le loro menti, le loro anime. Li contamina. Li contagia sino a farli vagare in un’oscurità senza vie d’uscita. Questa notte infinita avvolge tutti i personaggi, muta le loro convinzioni, li spinge a compiere azioni impensabili, complica le cose, inquina, cela il volto del male. La luna guida i loro destini e un’ombra invisibile muove i loro fili. L’elemento esoterico è centrale nel testo: nel Macbeth la presenza di tre “strane sorelle” è determinante nella trama. Sono loro a mostrare a Macbeth visioni del futuro e a manipolare la sua ambizione omicida in un gioco determinato da forze oscure e magia nera. La realtà dei personaggi del dramma è continuamente attraversata da riflessi, bagliori improvvisi, miraggi, ombre, ectoplasmi. “La vita non è che un’ombra che cammina”… Macbeth arriva a dubitare persino della realtà stessa. Che effetti può avere su un uomo il richiamo del potere? Come può un uomo esserne trasformato al punto di divenire cieco, privo di morale e di senso comune? Il potere incide sul corpo del leader, sottoposto ad un progressivo degrado fisico e morale: Macbeth sprofonda nella sua stessa fragilità. La stanza di Macbeth fa parte di un castello “mentale”, un luogo in cui si possono materializzare i peggiori incubi. La fragilità, il rimorso, la fame, il languore, la trance, l’ansia e la paura perseguitano il cuore di vetro del protagonista e non lo lasciano mai, per tutta la durata dell’opera. Il Macbeth è un capolavoro che opera un vero e proprio “sezionamento” dell’emozione umana, un precisissimo iter all’interno del cuore e della mente di un uomo che sembra destinato al vertice della società, ma che diviene invece vittima della fragilità e della manipolazione. Macbeth diviene vittima del suo stesso lato oscuro, che si fa carne in un alter ego formidabile : Lady Macbeth, una moderna donna di potere, nevrotica, bulimica, disinvolta, pronta a tutto pur di apparire, votata al sacrificio di se stessa sull’altare del predominio politico, mantide religiosa pronta a divorare il suo maschio.
Macbeth: la tragedia dell’ambizione. Macbeth: la volontà di potere e di predominio che divora tutto, che rende sterili, che annienta il nostro essere più umani, che toglie agli uomini e alle donne il senso del Tutto.
Macbeth senza Dio.
Macbeth senza gioia.
Macbeth senza prole.
Macbeth senza più un’anima.
Il lato oscuro che nessuno di noi osa confessare.
Macbeth che è in ognuno di noi.
Macbeth: i contagiati dalla morte.

Daniele Salvo

“La vita non è che un’ombra che cammina
Un povero attore che si dimena
e si pavoneggia per un’ora su un palcoscenico
e poi
non se ne parla più.”

William Shakespeare

INFO E CONTATTI
Il laboratorio focalizza l’attenzione sull’utilizzo della tecnica vocale, lo studio del linguaggio, del movimento, dell’emotività e dell’interpretazione, attraverso esercitazioni pratiche.
Tali esercitazioni prenderanno in considerazione :
a) l’analisi approfondita del Testo
b) la definizione dei rapporti fra i personaggi
c) l’utilizzo del ritmo nella lingua italiana
d) la ri-accentazione delle sillabe ad uso espressivo nella voce parlata
e) l’uso della vocalità
f) la scrittura scenica
g) la parola tragica
h)l’emotività
i)il concetto di plasticità
l) il training fisico e vocale

Il laboratorio è rivolto esclusivamente ad attori professionisti.
Saranno ammessi un massimo di 20 partecipanti e di 5 uditori.
Saranno ammessi altresì 2 assistenti alla regia.
La selezione avverrà su curriculum.
Il costo del laboratorio è di Euro 250 (iva inclusa).
Per gli uditori e per gli assistenti il costo del laboratorio è di Euro 150 (iva inclusa).
Le domande di ammissione dovranno essere inviate via mail entro l’11 marzo 2018.
Per ulteriori informazioni ed iscrizioni : Melania Giglio 3883292528 melania.giglio@gmail.com

DOVE E QUANDO
Dove : A Roma, gli spazi verranno comunicati agli interessati tempestivamente

Quando : dal 15 al 23 marzo 2018

Si seguiranno i seguenti orari :
11,00 – 12,00 : Training
12,00 – 13,30 : Recitazione
13,30 – 14,30 : Pausa
14,30 – 18,00 : Recitazione

I DOCENTI
DANIELE SALVO (Reggio Emilia, 1970), si diploma ventiduenne alla scuola per attori del Teatro Stabile di Torino, fondata e diretta da Luca Ronconi. Il maestro, in quel primo biennio assiduamente presente anche come docente, lo sceglie per due ruoli protagonisti nel saggio finale dedicato a Pier Paolo Pasolini: Pilade nell’opera omonima e Pablo nel Calderon. Già a partire dall’anno successivo partecipa come attore alla maggior parte degli spettacoli firmati da Ronconi: da Aminta di Torquato Tasso, in cui interpreta il ruolo di Amore fino a Il sogno di August Strindberg, dove regala al personaggio del Poeta il suo tormentato stralunato lirismo. Nel mezzo, la rilettura di Peer Gynt di Henrik Ibsen, in cui interpreta il monologo della cipolla; il Moro in Sturm und drang di Max Klinger; Pietro il figlio, in Teorema di Pier Paolo Pasolini; Judas Cock in Davila Roa di Alessandro Baricco, Alèsa ne I fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij e Giuliano Valdarena in Quer pasticciaccio brutto de via Merulana che segna anche l’inizio della sua collaborazione con il maestro in veste di assistente alla regia, più volte responsabile dei cori parlati e cantati, di cui sono testimonianza Prometeo incantenato e Baccanti, le due tragedie che Ronconi diresse per l’Inda di Siracusa nel 2002.
Ma nel caso dell’opera di Gadda il suo apporto, anche rivolto alla drammaturgia, gli ha permesso di indagare ulteriormente il metodo ronconiano, e la sua ‘maniacale’ attenzione alla scrittura. Questa caratteristica, unita al crescente interesse per lo strumento vocale che lo porta a intraprendere ciclici studi di foniatria e a collaborare con il medico foniatra e musicista Marco Podda, costituisce la costante del suo lavoro di regista, che lo vede affrontare con la stessa procedurale ‘umiltà di lettura’, Shakespearee i classici greci o autori contemporanei come Edward Bond (Summer), Anita Desai (Notte e nebbia a Bombay, con Omero Antonutti), Amos Oz (Contro il fanatismo, Il monte del cattivo consiglio, Terra di confine), Paul Auster (Città di vetro), Nadine Gordimer (Aggrappati ad un’alba, con Annamaria Guarnieri), Mario Rigoni Stern (Storie dell’altipiano), Antonio Tarantino (Gramsci a Turi).
Tuttavia al rigore filologico e alla sincera passione teoretica che ispira e orienta tutti i suoi allestimenti, Salvo risponde con una carica visionaria che attinge al repertorio iconografico moderno e surrealista e alla cinematografia di Ingmar Bergman, Andrej Tarkovskij, Orson Welles.
E’ particolarmente evidente nelle messe in scena di Shakespeare, realizzate per il Globe Theatre di Roma diretto da Gigi Proietti, dove ha diretto, in ordine, Giulio Cesare (premio Villarosa 2007), Re Lear con Ugo Pagliai, Otello e La Tempesta, con Giorgio Albertazzi nel ruolo di Prospero. Un lavoro che fece dire all’attore che Daniele, “tra tutti i registi con cui ho lavorato ultimamente, è quello più vicino al mio spirito”.
Il legame tra Salvo e Albertazzi- inaugurato nel 2009 con Edipo a Colono di Sofocle per il Teatro Greco di Siracusa, e proseguito con Shakespeare anche grazie a una drammaturgia che sotto il titolo di Amleto e altre storie invitava a un viaggio attraverso la scrittura shakespeariana di Riccardo III, Giulio Cesare, Re Lear e Amleto-, è destinato a rinsaldarsi con la nuova edizione del Giulio Cesare, ancora al Globe Theatre. Sul versante dei classici, ha modo di esplorare e approfondire la scrittura di Sofocle anche attraverso la messa in scena di Aiace, che l’Inda gli affida l’anno successivo, ed Edipo a Colono, che gli vale il premio Golden Graal 2012 come migliore regia. Un’operazione complessa quella affrontata nella tragedia di Sofocle, che persegue l’idea di una verità interpretativa da ottenere con il concorso di tutti i mezzi espressivi- musica, luci scene e costumi- e che chiede all’attore di compromettersi emotivamente. Da questa convinzione, deriva la sua cifra espressiva che non può fare a meno di pensare all’attore come a un essere attraversato da emozioni, fatto di carne e sangue, e all’emotività come a un linguaggio che trascende il tempo. Il lavoro sul linguaggio diventa per lui un lavoro al servizio dell’emotività, verso un recupero del rapporto originario significante-significato: una vocalità significante di per sé, da ottenere anche derogando all’eufonia, utilizzando voce rotte, sfiatati, stimbrati, false corde. Nel 2013 viene scelto da Franco Branciaroli, direttore artistico del Teatro Stabile di Brescia, per portare in scena Macelleria Messicana, testo di Enrico Groppali. Lo spettacolo vede come protagonisti Elisabetta Pozzi e Paolo Bessegato. Nel maggio 2013 è inoltre confermato per la terza volta dall’I.N.D.A. di Siracusa che gli affida la messa in scena al Teatro Greco dell’Edipo Re di Sofocle, con Daniele Pecci, Ugo Pagliai e Laura Marinoni. Lo spettacolo ha un tale esito di gradimento e di incassi che l’I.N.D.A. decide di affidare a Daniele Salvo la regia di Coefore/Eumenidi per il prestigioso centenario dell’ente. Lo spettacolo va in scena con grande successo nel maggio del 2014 e vede protagonisti Francesco Scianna, Elisabetta Pozzi, Ugo Pagliai, Piera Degli Esposti, Paola Gassman. Nel 2015 mette in scena per il Teatro Vascello di Roma “Pilade” di Pier Paolo Pasolini e fonda la compagnia “I sognatori” con 20 giovani attori di diversa provenienza. Sempre nel 2015 dirige il documentario “La memoria ci salverà”, lavoro interamente girato all’interno del Lager di Auschwitz / Birkenau. Nell’estate 2015 riprende lo spettacolo “Re Lear” di Shakespeare al Globe Theatre di Roma. Nell’autunno 2015 dirige un Laboratorio su “Baccanti” al Teatro Nazionale di Craiova (Romania) con la compagnia del Teatro Nazionale. E’ del mese di Novembre/Dicembre 2015 la fortunata messinscena di “Tempesta – Il sogno di Prospero” di Shakespeare, con Giorgio Albertazzi nella parte di Prospero, spettacolo andato in scena con notevole successo al Festival “La Versiliana” di Pietrasanta e al Teatro Ghione di Roma. Nel mese di Novembre riprende per la terza volta lo spettacolo “La mia Primavera di Praga” con Jitka Frantova al Teatro Nazionale di Praga.
Nel 2016 assume la Direzione artistica della Bis 3000 di Marioletta Bideri, nota società di produzione teatrale. Per la Bis 3000 cura la direzione artistica della prestigiosa rassegna teatrale “Una stanza tutta per lei”, con il Patrocinio della Camera dei Deputati, della Fondazione Robert F.Kennedy Human Rights, Amnesty International e Alleanza per il tumore ovarico. Dal 2016 è membro della prestigiosa Fondazione Geo Barton, società di produzione internazionale con sede a Bucarest.
Sempre nel 2016 realizza il progetto “Dionysus – il Dio nato due volte” da “Baccanti” di Euripide al Teatro Vascello di Roma, spettacolo co-prodotto dal Teatro di Stato di Costanza (Romania) e realizzato in due versioni (italiano/ greco antico – rumeno/greco antico) al Teatro Vascello di Roma (Marzo 2016) e al Teatro di Stato di Costanza (Giugno 2016). Lo spettacolo è in tour al Teatro antico di Taormina, al Teatro greco di Morgantina, a Sciacca, Mantova, Pistoia, Milano e in altre città italiane ed europee. Nel marzo 2016 realizza il progetto “L’ultima notte del Raìs” di Yasmina Kadrah per il Festival Dedica di Pordenone, con Fausto Russo Alesi. Sempre nel 2016 riprende “Pilade” di Pier Paolo Pasolini al Teatro Vascello (Aprile 2016), riprende “Terra di confine” da Amos Oz al Teatro Politeama di Trieste (Aprile 2016), realizza il progetto “Dichiaro guerra al tempo” dai Sonetti di W.Shakespeare, coprodotto da “Fondazione La Versiliana” e Teatro Vascello di Roma, (in tour al Festival La Versiliana, poi a Milano, Bari ed in altre città italiane), realizza lo spettacolo “Verso la cuna del mondo” da Guido Gozzano, prodotto da Fahrenheit 451 Teatro, dirige lo spettacolo “Il funambolo” di Jean Genet, con Andrea Giordana, Giuseppe Zeno e Melania Giglio, al Napoli Teatro Festival e al Teatro Vascello di Roma, prodotto da Bis 3000 e dal Napoli Teatro Festival.
Nel Luglio 2016 viene invitato in rappresentanza dell’Italia all’ “International Symposium on Ancient Greek Drama” presso The Cyprus Centre of the International Theatre Institute (Cipro). Nel Novembre 2016 conduce il Laboratorio “King Lear” di W. Shakespeare presso la Fondazione Geo Barton (Bucarest). Nel 2017 realizza lo spettacolo “I sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello, al Teatro Ghione di Roma e lo spettacolo “Il vecchio e il mare” di H. Hemingway, con Graziano Piazza, Stefano Santospago e Luigi Bignone, al CTB di Brescia. Nel mese di Aprile/Maggio 2017 cura il riallestimento dello spettacolo “Medea” regia di Luca Ronconi, coprodotto dal Teatro de gli Incamminati, Piccolo Teatro di Milano e CTB di Brescia (in tour nella stagione 2017/’18).

MELANIA GIGLIO è un’attrice e una cantante. Si è diplomata alla Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi. Parallelamente ha continuato a lavorare sulla sua grande passione : la voce parlata e cantata, esplorando le tecniche e le scuole di pensiero più diverse. Questa passione l’ha portata a partecipare ad importanti Musical in Italia e all’estero come “Hollywood” con Massimo Ranieri , o ancora “Pene di cuore di una gatta francese” regia di Alfredo Arias spettacolo vincitore del Premio Molière come Miglior Spettacolo Musicale nel 2000. Tra le tante collaborazioni ricordiamo quella con il compositore e foniatra Marco Podda, quella con il Professor Oskar Schindler di Torino, con il regista teatrale Daniele Salvo, collaborazioni che le hanno permesso di esplorare appieno tutte le sue potenzialità vocali e di divenire uno dei timbri più inconfondibili del panorama teatrale nazionale. Ha recitato con importantissimi maestri italiani e stranieri tra i quali ricordiamo Luca Ronconi, Peter Greenaway, Alfredo Arias, Giuseppe Patroni Griffi, Franco Branciaroli, Giorgio Albertazzi, Ugo Pagliai. Al cinema è stata la voce cantata della Regina Marissa nel film d’animazione “Il Principe d’Egitto” prodotto dalla Dreamworks.

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Categorie:Roma, Teatro

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