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Canzo (CO)/ Teatro: “LA MONACA DI MONZA” da Giovanni Testori

LA MONACA DI MONZA
Atto unico per attrice solista
da GIOVANNI TESTORI

con Marta Ossoli
regia e adattamento Mino Manni

assistenti Serena Lietti
e Francesco Forte
disegno luci Alberto Gualdoni
Scenografia Franceca Ghedini
Si ringrazia per la collaborazione Roberto Brancati

“Sai cos’è la carne tu che mi sei stato padre e carceriere?
Questi brandelli, questo sangue, questo niente che si sfarina, diventa polvere, nebbia…”
(G. Testori, La monaca di Monza)

Dopo Cleopatràs, il primo spettacolo testoriano della coppia Manni-Ossoli, acclamato da pubblico e critica e insignito del Premio nazionale Franco Enriquez 2017, il duo si cimenta in un nuovo progetto – sempre dedicato all’autore brianzolo – con la messinscena de La Monaca di Monza. Atto unico per attrice solista, che debutterà a Canzo (CO) in anteprima nazionale.
Prendendo avvio da ciò che Manzoni preferì tacere delle turpi vicende – storicamente attestate – che coinvolsero la monaca, Testori decide invece di andare fino in fondo alla sofferenza e all’orrore che visse realmente la “sventurata” aggiungendo potenza e verità alla sua storia.
Squarciando il silenzio impostole nel romanzo manzoniano, Virginia trova finalmente la voce e il diritto di esprimere le sue ragioni e i suoi sentimenti: il suo urlo muto diventa l’eco della coscienza di tutti, di chi in silenzio ha permesso che la sua storia tragica e disumana prendesse corpo e forma. Da qui nasce l’idea di trasformare e ridurre il testo in un monologo, un grido di solitudine e maledizione che si va ad aggiungere idealmente ai Tre lai, i tre “lamenti” femminili che Testori scrisse prima di morire (di cui fa parte Cleopatràs).
Virginia urla la sua maledizione contro il padre, ma anche contro Colui che è stata costretta a pregare tutta la vita: inevitabile quindi immaginarla sola sulla scena, preda dei suoi stessi rimorsi e dei fantasmi del passato. E in questo deserto senza risposte, in questa dolorosa confessione di un’esistenza “sbagliata”, risuona l’eco dannato e profondo di un amore maledetto, quello per Giampaolo Osio, in un groviglio di spettri e ombre che la chiamano a dare vita a un nuovo processo, dove gli imputati, questa volta, saranno proprio gli spettatori.
Con un brevissimo estrapolato del testo, Marta Ossoli ha vinto il Premio Giuria Giovani Luigi Vannucchi 2015 con la seguente motivazione: “per la scelta del testo, per il coraggio di aver interpretato in maniera eccellente un personaggio così complesso e spregiudicato e per aver rivelato la vera natura di un dolore che non ci è mai stato realmente raccontato”.

NOTE DI REGIA
La Monaca di Monza di Giovanni Testori è un testo che volevamo mettere in scena ancor prima di Cleopatràs, da quando cioè abbiamo cominciato a raccontare la storia di Virginia – questo il vero nome della protagonista – attraverso le nostre letture manzoniane. Crediamo che la sua storia meriti di essere conosciuta nella sua tragica e cruda verità, per come si svolsero realmente i fatti. Il coraggio di Testori sta proprio nel mostrarci fino in fondo l’umanità di questa donna, al di là del bene e del male, con tutta la struggente poesia di cui è Maestro, parlando alle nostre fragilità con estrema forza e umana dolcezza. La fede, le domande a Dio senza risposta che tutti ci poniamo, il coraggio di guardarci dentro e di riconoscerci tutti simili nella nostra continua e disperata ricerca di un senso. Subire o ribellarsi a un’esistenza dalla libertà negata? Quanto Virginia è vittima e quanto colpevole di ciò che le è accaduto? Seguireste i vostri desideri fino alle estreme conseguenze?
Ciò che ci guida è l’amore per Testori e la voglia di farlo conoscere, all’insegna del grande valore che la parola teatrale può ancora avere per tutti noi.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1443479879097394

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Categories: Como, Teatro

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