Piuarch, l’orto in quota è un progetto versatile

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C’è quello dove passeggiare a pochi metri dalle guglie del Duomo, quello dove sedersi per vedere le proiezioni dei migliori film d’essai, quello, ancora, dove fare un aperitivo di tendenza o cenare lontani dalla frenesia delle strade e dal loro traffico. I tetti sono i nuovi luoghi “cult” della città di Milano, gli avamposti che permettono di vivere le trasformazioni urbane o di ammirare il denso tessuto storico, con il suo intreccio di corti e i piccoli spazi introversi. Vogliono essere siti speciali, promotori di socialità e di esperienza, ma allo stesso tempo episodi che sappiano suggerire altre e sempre più eterogenee occasioni dove trascorrere piacevolmente il tempo libero. È proprio con l’idea di tracciare un modello riproducibile che nasce l’orto sul tetto ideato da Piuarch: una superficie ispirata ai movimenti internazionali dell’“urban farming” ma con una filosofia tutta italiana e, soprattutto, una forte attenzione al contesto fisico, ambientale e umano circostante. Sì, perché l’intervento di riconversione della copertura dello studio di via Palermo 1 a Milano innesca una pluralità di azioni virtuose con un minimo investimento di risorse, dimostrando come sia possibile lavorare su spazi residuali tramutandoli in un riferimento a una scala più ampia.

Sopra gli uffici di Piuarch sorge un vero e proprio orto a cielo aperto, realizzato grazie a un sistema modulare di pallet che permette di costruire strutture facilmente assemblabili: il risultato è un insieme di percorsi, slarghi per prendere il sole, stare in compagnia o accogliere ospiti per brevi lezioni e piccole aree piantumate dove verdure, frutta e specie aromatiche sono mescolate a fiori per una maggiore qualità estetica. Curato insieme al paesaggista Cornelius Gavril e con la collaborazione di VerdeVivo, declina il tema dell’agricoltura in città ma non si ferma al motivo del raccolto a “KM0”: è aperto a uso didattico, per mostrare le fasi di crescita delle piante, in particolare ai bambini; è a disposizione del team Piuarch per pause o riunioni di lavoro; assicura un piacevole affaccio per chi abita intorno e incrementa le prestazioni termiche dell’edificio. Nel cuore del quartiere di Brera, l’orto sul tetto di Piuarch porta per la prima volta a Milano l’agricoltura in quota, con il suo carattere dinamico e versatile, legato alle stagioni ma anche alla possibilità di variare, di volta in volta, il suo layout tutto “green”. Un progetto, dunque, in divenire, che affronta ogni anno un radicale cambiamento nella configurazione pur mantenendo intatta la propria filosofia.

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Fondato nel 1996 da Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario, Piuarch è uno studio formato da quaranta tra architetti e ingegneri provenienti da ogni parte del mondo. Si occupa di architettura, spaziando dal retail per la moda alla progettazione di edifici per uffici, complessi residenziali, piani urbanistici e interventi di recupero. Vincitore del premio “Architetto Italiano dell’anno 2013” e di due Medaglie d’oro per Menzione d’Onore alla Triennale di Milano, più volte esposto alla Biennale di Architettura di Venezia, è uno dei principali nomi della scena architettonica milanese, con numerosi progetti per prestigiosi brand di moda (Dolce&Gabbana, Gucci, Givenchy, Les Hommes) e realizzati a livello internazionale.

Informazioni: www.piuarch.it, fotografie di Daniele Cavadini

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Categorie:Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Architettura e Design, Le buone notizie, Milano

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