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Me ne frego

“Immigrati della Diciotti in sciopero della fame? Facciano come credono, io non cambio idea”. Sono parole del ministro dell’Interno italiano, senatore Matteo Salvini. Forse si crede Margaret Thatcher, che più o meno disse le stesse parole di fronte all’annuncio di sciopero della fame di un gruppo di detenuti politici irlandesi, appartenenti all’IRA, il cui leader era Bobby Sands. Alla fine Bobby Sands e i suoi morirono di fame. Forse solo un ultimo consiglio del suo ufficio stampa, o di Giorgetti, ha trattenuto Salvini dallo scrivere “Me ne frego”, come il famoso slogan di Mussolini, al posto di “Io non cambio idea”. Ma “Io non cambio idea” ha lo stesso significato, purtroppo.

Intanto il Quirinale tace.

Intanto dalla UE arriva un avvertimento: “Con le minacce non si ottiene nulla”. La peggiore e più ottusa risposta possibile da rivolgere a chi ha tutto l’interesse ad alzare il livello dello scontro, mentre migliaia di elettori/followers adoranti del Capitan Fracassa milanese credono di conservare una parvenza di libero arbitrio quando in realtà sono altrettanti cani sguinzagliati dalla Bestia, l’algoritmo che gestisce sui social gli status salviniani, a caccia di chi continua a esercitare il suo costituzionale diritto al dissenso e all’opposizione dura a questo governo.

Noi non ce ne freghiamo.

Io non me ne frego.

Questo blog conserverà fino a che potrà il suo obiettivo, citato nella testata: dire liberamente “parole in piazza” per la giustizia, i diritti umani e la solidarietà, contro l’ingiustizia, la mancanza di libertà e l’egoismo.

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Categories: Note a margine

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